NEVE: scatti con la Yashica MAT124G

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Continuando a riprendere degli scritti di qualche anno fa....


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Dopo essere stato tutto il giorno in ufficio, esci e la neve ha coperto tutto.
L’atmosfera ovattata, il suono attutito, è un tuffo al cuore. Corri in auto e prendi la tua fedele Yashica, che da qualche tempo ti segue ovunque vai, e inizi a passeggiare tra i panorami innevati della montagna.
La mancanza di rumori forti riesce a farti estraniare da quello che ti circonda e ti concentri ancor di più sul soggetto.
La neve cade e colpisce il vetro smerigliato all’interno del pozzetto, e sciogliendosi ti rende faticosa la messa a fuoco.
Ti bagni. Sei tutto infreddolito, ma vai avanti, perché ogni pianta, ogni panchina e ogni oggetto richiamano la tua attenzione, creando forme e contrasti unici. In mezz’ora consumi un rullo e scappi a casa a sviluppare.
Quei paesaggi, nella forza del medio formato, saranno per sempre impressi. Quella neve non si scioglierà mai.










Ebbene sono celiaco

 

Sono celiaco.
Visto che sono tante le persone che mi hanno scritto e chiesto lo scrivo anche qui. Non faccio pietismi e non sono qui per farmi compatire ma ho deciso di scriverlo perché vorrei chiarire una cosa: la celiachia è una malattia e come tale deve essere trattata. Perché lo sottolineo? Purtroppo è luogo comune che le persone la considerino una semplice intolleranza mentre invece gli effetti sono ben peggiori considerato che per gli adulti le conseguenze possono essere veramente irreparabili e gravissime.
Ho dovuto rallentare su molti fronti perché in questa mia fase acuta sto piuttosto male fisicamente e sono molto limitato nella quotidianità. Vado avanti a farmaci sintomatici e gli specialisti mi hanno detto che ci vorranno diverse settimane se non mesi prima di riuscire ad avere una normalità.
Detto questo vorrei fosse chiaro che sentirmi dire banalizzando che è solo un cambio di alimentazione, fa incazzare. Certo l’unica strada è il cambio di alimentazione, ma non è solo questo. Prima di tutto il male fisico e per certi versi limitante nella quotidianità. A questo aggiungete che non è “semplicemente” trovare alimenti naturalmente senza glutine ma trovare gli alimenti che sono naturalmente senza glutine e che le fasi di produzione o la gestione al consumo non li abbia contaminati.
Per gioco andate al supermercato e provate a comprare del pesto o della margarina senza glutine e ditemi quante confezioni vi sono capitate tra le mani con la scritta “SENZA GLUTINE”. Ecco, adesso espandete questa cosa ad una vostra ipotetica spesa anche per altri alimenti. Forse adesso avete una minima idea dell’impatto sulla quotidianità.
Vogliamo parlare di cosa significa uscire con gli amici? E per fortuna che io ho degli amici straordinari che per la pasquetta si sono adoperati per trovarmi tutto quello che potevo mangiare e hanno cucinato le cose con glutine ben separate da quelle che avrei mangiato anche io.
Ma i bar? Gli aperitivi? Pranzi e cene? Anche solo le feste di paese o i tornei di calcio dei ragazzi ?
Anche rimanendo in ambito casalingo, tutto cambia, ogni cosa deve essere rimessa in gioco, tutto da reimparare e ogni cosa valutata nell’ottica della gestione di questa malattia. La cucina da ribaltare e risistemare per tenere distinte le due diverse tipologie. Fare la spesa e il modo di cucinare devono variare. E non solo nel nucleo famigliare ma anche tra i famigliari stretti come nonni, fratelli, zii etc. perché la convivialità dell’intera famiglia deve seguire le stesse regole. Tutti si rimettono in gioco e tutti all’inizio si spaventano nel non saper come gestire le cose.
E questi cambiamenti non avvengono in pochi giorni, e la vita viene investita dal un tale cambiamento che ciò che era prima tende a sparire per poter essere riorganizzato quando si avrà la situazione più chiara e in pugno.
Quindi quando mi direte che “è solo un cambio di alimentazione” sappiate che mi farete incazzare :-)
Anche i paragoni con altre malattie e sentirmi dire che quasi devo essere contento perché ci sono cose più gravi, è minimizzare la patologia oltre a mancare di rispetto oltre che a me anche ad associazioni come l’AIC, di cui vi invito ad andare a visitare il loro sito per avere una minima idea del grandissimo lavoro di volontariato che fanno e dei traguardi ottenuti con il loro lavoro.
Sono positivo e anche tanto, ma in questa fase acuta sto male e non posso far finta di nulla. Reagisco e ci sono persone straordinarie che mi stanno vicino, ma ci vorrà tempo per tornare alla mia normalità.

Questo è tutto o quasi :-)
 
Chissà se e come il progetto Fantasmi si evolverà anche dopo questo...






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