NEVE: scatti con la Yashica MAT124G

Immagine
Continuando a riprendere degli scritti di qualche anno fa....


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Dopo essere stato tutto il giorno in ufficio, esci e la neve ha coperto tutto.
L’atmosfera ovattata, il suono attutito, è un tuffo al cuore. Corri in auto e prendi la tua fedele Yashica, che da qualche tempo ti segue ovunque vai, e inizi a passeggiare tra i panorami innevati della montagna.
La mancanza di rumori forti riesce a farti estraniare da quello che ti circonda e ti concentri ancor di più sul soggetto.
La neve cade e colpisce il vetro smerigliato all’interno del pozzetto, e sciogliendosi ti rende faticosa la messa a fuoco.
Ti bagni. Sei tutto infreddolito, ma vai avanti, perché ogni pianta, ogni panchina e ogni oggetto richiamano la tua attenzione, creando forme e contrasti unici. In mezz’ora consumi un rullo e scappi a casa a sviluppare.
Quei paesaggi, nella forza del medio formato, saranno per sempre impressi. Quella neve non si scioglierà mai.










Era il ritratto: Oggi...



Di mesi e anni ne sono passati da quando ho scritto il testo di “Era il ritratto”. Il testo fa paio con il successivo testo sul glam e il suo utilizzo in fotografia, che ripresenterò a breve.

Ma rileggendolo ci sono “rientrato”.
Intanto la scelta delle foto incluse nel post... non le rinnego, ma oggi avrei usato foto diverse.

Ho utilizzato il nudo per due motivi principali, quello banale di introduzione al glam del testo successivo e quello più ragionato sulla mimica del corpo che sono convinto dia la massima espressività nel momento in cui la pelle è spoglia e priva di barriere anche se il rovescio della medaglia è l’accezione erotica cui è facile arrivare a fronte del nudo presente nelle immagini.

Oggi avrei usato le foto che trovate in questo post, che non si discostano di molto dal tema delle precedenti, ma cercano di valorizzare il più possibile l’emotività del soggetto, sia esso abbigliato, sia esso nudo.

L’idea e gestione del nudo nei miei progetti sarà argomento di prossimi post, ma vorrei accennare al fatto che troppo spesso dietro alla macchina fotografica si parano persone il cui solo scopo è quello di soddisfare il proprio voyerismo. Non entro nel merito di chi scatta con questo intento ma mi preme sottolineare che le foto scattate con questo pensiero sono palesi. Le immagini risultati sono proiezione dei pensieri morbosi del fotografo e nulla hanno a che fare con il ritratto fotografico, anche se per accezione comune, in fotografia anche questo tipo di foto sono considerate nella categoria (popolare) di ritratto.

Il tempo passato da questo scritto ad oggi non ha fatto altro che consolidare il pensiero dominante di allora per il quale per me il ritratto rimane la rappresentazione della persona anche solo per dettagli del suo corpo e della sua espressione e non obbligatoriamente deve far rientrare il volto o essere questo predominante nell’immagine.


Un esempio è questa foto meravigliosa di Tanakaeru un fotografo molto bravo che seguo su Instagram. Ambiente, soggetto e mimica costruiscono una immagine meravigliosa.

E per voi il ritratto?
Cos’è?
Cosa dovrebbe trasmettere?
Cosa ne pensate?










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